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ESSERE CHIARI E ONESTI CON SE' STESSI (2)

Nello scorso intervento abbiamo soffermato la nostra attenzione sull’importanza di analizzare in profondità ciò che ci muove nelle nostre scelte e decisioni. L’autoinganno, infatti, ci aspetta sempre al varco laddove entrano in gioco le nostre paure e spesso interviene cambiando le carte in tavola per preservare la nostra autostima quando la rinuncia ad un obiettivo sarebbe troppo difficile e “pesante” da ammettere. Questo è l’aspetto più frequente e più potente del modo in cui tutti noi fatichiamo ad essere chiari con noi stessi, ma non è l’unico. Come osservava già Vittorio Guidano, padre della Psicoterapia Post-razionalista, l’autoinganno è sempre all’opera nel determinare l’interpretazione di ciò che ci accade e nell’orientare le scelte che compiamo. E non solo come difesa dalla paura, ma più ingenerale come modo di porci rispetto a ciò che ci accade. E’ come se fosse parte della lettura che diamo del mondo, una sorta di lente attraverso cui “filtriamo” gli eventi per darcene una…
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ESSERE CHIARI E ONESTI CON SE' STESSI

In questo nostro appuntamento torniamo su un tema che abbiamo già affrontato, la capacità di introspezione e il meccanismo dell’autoinganno, nel tentativo di osservare la relazione che intercorre tra autenticità (con sé e con gli altri) e benessere. Si tratta di un aspetto spesso sottovalutato, nella misura in cui è difficile da far emergere, ma attorno al quale si gioca una partita importante relativamente al benessere personale. Come già abbiamo avuto modo di dire, comprendere quello che ci muove (ossia ciò che proviamo) è un aspetto fondamentale nella costruzione del proprio benessere anche, o forse soprattutto, laddove si debbano affrontare situazioni e vissuti spiacevoli, paurosi o dolorosi. Ma se è fondamentale sapere da dove veniamo, altrettanto importante è intravedere dove vogliamo andare. E’ come se dovessimo avere quattro occhi perennemente in azione, due orientati al passato, per capire chi siamo e portare sempre con noi la storia da cui proveniamo, e due rivolti al futur…

LA FELICITA' E' SEMPRE UNA CONQUISTA

Torniamo a bomba, dopo questo excursus relativo ai diversi modi di vivere e padroneggiare i propri stati emotivi, sul tema dei temi, come l’abbiamo chiamato: la felicità. L’aspetto su cui con questo intervento concentriamo la nostra attenzione è una sorta di pregiudizio dove oggi tutti noi siamo, volenti o nolenti, immersi. Il pregiudizio è quello per cui la felicità sia la condizione naturale e basilare della vita, ossia che ognuno di noi sperimenti, come base di partenza, un vissuto di felicità. Le avversità della vita possono poi minare, o mettere in discussione, questo stato di equilibrio assoluto, ma se non interviene nulla di esterno a modificarlo possiamo aspettarci di vivere nella felicità. Senza voler entrare in aspetti sociologici o addirittura morali, si tratta di un’aspettativa alimentata dai modelli sociali e collettivi da cui siamo circondati. Ci si aspetta da noi che siamo efficienti, sul lavoro come a casa, che sappiamo affrontare le difficoltà senza titubanze o tente…

COME, QUANDO E PERCHE' SI MANIFESTA UN SINTOMO

Con questo contributo cerchiamo di capire quel passaggio cruciale in cui una “normale” condizione emotiva (come la tristezza, la paura, la stanchezza, la noia, ecc…) diventa un sintomo (ansia, depressione, fobia, attacco di panico). Come potete immaginare, si tratta di un tema molto complesso, articolato, dibattuto, al quale, tra l’altro, sono state destinate trattazioni e spiegazioni diverse in rapporto alle differenti concezioni di uomo e di psicopatologia di cui ogni prospettiva psicoterapeutica è portatrice. Con tutti i limiti, le generalizzazioni, le difficoltà del caso, proviamo comunque a proporre una chiave di lettura coerente con quanto stiamo dicendo nella nostra rubrica. di spiegare nel modo più semplice e diretto possibile
Riassumendo per sommi capi il percorso abbozzato negli ultimi interventi, le due tesi principali che abbiamo argomentato le possiamo sintetizzare in questi termini: non tutte le emozioni, seppur molto spiacevoli, che nel corso della vita si sperimentano…

IL SOTTILE CONFINE TRA ACCETTAZIONE E RASSEGNAZIONE

Come abbiamo già avuto modo di osservare, ci sono alcuni termini su cui è determinante fare chiarezza quando si decide di compiere un percorso su di sé. Attorno a quei termini, e alle “disposizioni” che inducono, si giocano infatti partite importanti rispetto al benessere individuale. La parola su cui quest’oggi concentriamo la nostra attenzione è “accettazione”, contrapposta a “rassegnazione”, con la quale viene spesso erroneamente equiparata. Si tratta di un termine fondamentale nella misura in cui designa la possibilità di “fare pace” con alcuni aspetti di sé con i quali è più difficile convivere e scendere a patti. Prendiamo avvio da una celebre citazione di Carl Rogers, uno dei padri della cosiddetta “psicologia umanistica”. La frase da cui partiamo è la seguente: “E’ nel momento in cui mi accetto così come sono che divento capace di cambiare”. Sembra quasi una contraddizione in termini: accettazione, in una lettura superficiale, suggerisce infatti una dimensione di stasi, di pa…

CHE COSA E' UN ATTACCO DI PANICO?

Nello scorso intervento ci siamo soffermati sulla differenza tra paura, ansia e attacco di panico. Oggi - sulla scorta di due mail che sono state inviate - cerchiamo di dare qualche indicazione in più sulle condizioni che possono favorire l’insorgenza degli attacchi di panico e di chiarirne meglio la natura.  Dicevamo la volta scorsa che nell’attacco di panico uno degli aspetti più allarmanti è l’impossibilità di mettere in atto qualsiasi strategia per fronteggiarlo, proprio nella misura in cui appare indecifrabile, nell’origine e nelle manifestazioni, e assolutamente ingovernabile. Questa caratteristica fa dell’attacco di panico un’esperienza che non è paragonabile alle altre due condizioni alle quali viene spesso apparentato, ossia paura e ansia. Entrambe queste ultime hanno infatti un “oggetto”, ossia sono riconducibili ad un’origine chiara, che sia di natura interna od esterna. La paura è sempre paura di qualcosa (un animale, un’esperienza, un incontro…), così come l’ansia (che …

PAURA, ANSIA O ATTACCO DI PANICO?

Nell’intervento odierno cerchiamo di fare chiarezza su alcune parole e condizioni che vengono spesso utilizzate come sinonimi, ma che descrivono esperienze emotive tra loro molto diverse. Ci riferiamo a quella condizione genericamente indicata come paura, ma che al suo interno presenta una varietà di importanti sfaccettature, alcune delle quali sconfinano nel disagio psichico. E’ il sottile confine che separa paura, ansia e attacco di panico. La paura è un’emozione che conosciamo bene da quando siamo bambini: un rumore improvviso, la minaccia di un cane rabbioso, il non trovare, anche solo per un attimo, il papà o la mamma. E’ una reazione di allarme che prepara all’azione. Ciò che innesca tale reazione è tendenzialmente qualcosa di esterno, che avviene nell’ambiente in cui ci si trova. Nell’età adulta mantiene le stesse caratteristiche ma cambia, in rapporto all’età, ciò che fa paura. Le condizioni esterne che provocano una reazione emotiva di questo tipo diventano meno frequenti, a…